Cassazione penale Sez. II sentenza n. 27103 del 22 giugno 2023

ECLI:IT:CASS:2023:27103PEN

Massima

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Il reato di maltrattamenti in famiglia, configurando un'ipotesi di reato abituale, si consuma nel momento e nel luogo in cui le condotte poste in essere divengono complessivamente riconoscibili e qualificabili come maltrattamenti, fermo restando che, attesa la struttura persistente e continuativa del reato, ogni successiva condotta di maltrattamento compiuta si riallaccia a quelle in precedenza realizzate, saldandosi con esse e dando vita ad un illecito strutturalmente unitario. Pertanto, ai fini della prescrizione, il termine decorre dal giorno dell'ultima condotta tenuta e si deve tener conto delle modifiche normative, anche in peius, nelle more intervenute, applicando il trattamento punitivo sopravvenuto, anche se di maggior rigore. Nello specifico, la L. 1 ottobre 2012, n. 172, entrata in vigore il 23 ottobre 2012, ha raddoppiato i termini di prescrizione per il reato di maltrattamenti in famiglia di cui all'art. 572 c.p., salvo che risulti la sussistenza di circostanze attenuanti, sicché il termine ordinario di prescrizione è di dodici anni e quello massimo è di quindici anni, decorrente dal 13 dicembre 2013.

Sentenza completa

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGO Geppino - Presidente

Dott. VERGA Giovanna - Consigliere

Dott. MESSINI Piero - rel. Consigliere

Dott. BORSELLINO Daniela - Consigliere

Dott. CERSOSIMO Emanuele - Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
(OMISSIS) nato a (OMISSIS);
e dal PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI nel procedimento a carico di (OMISSIS);
avverso la sentenza del 17/03/2022 della CORTE DI APPELLO DI NAPOLI;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal Consigliere Piero MESSINI D'AGOSTINI;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Lidia GIORGIO, che ha chiesto alla Corte di dichiarare inammissibile il rico…

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