Cassazione penale Sez. V sentenza n. 43513 del 9 dicembre 2010

ECLI:IT:CASS:2010:43513PEN

Massima

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Il reato di minacce non sussiste quando l'espressione incriminata, pur avendo un contenuto intimidatorio, si riferisce a un contenzioso civile in corso tra l'imputato e la persona offesa, in quanto in tale contesto l'affermazione del carattere ingiusto del male prospettato richiede la verifica che essa sia del tutto avulsa dall'intento, di per sé legittimo, di fare pressione sulla controparte affinché si astenga da comportamenti contrari ai doveri di lealtà e probità posti a carico delle parti dal codice di procedura civile, la cui violazione ben potrebbe avere conseguenze gravemente pregiudizievoli, come la soccombenza in giudizio o la condanna al risarcimento dei danni.

Sentenza completa

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUINTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CALABRESE ((omissis)) - Presidente

Dott. DUBOLINO Pietr - rel. Consigliere

Dott. DE BERARDINIS Silvana - Consigliere

Dott. PALLA Stefano - Consigliere

Dott. FUMO Maurizio - Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

1) VA. OR. N. IL (OMESSO);

avverso la sentenza n. 32/2009 TRIBUNALE di BERGAMO, del 25/11/2009;

visti gli atti, la sentenza e il ricorso;

udita in PUBBLICA UDIENZA del 16/11/2010 la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIETRO DUBOLINO;

Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Galati, che ha concluso per l'inammissibilita' del ricorso.

RILEVATO IN FATTO

Che con l…

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