Cassazione penale Sez. II sentenza n. 36505 del 21 settembre 2009

ECLI:IT:CASS:2009:36505PEN

Massima

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Il contratto di lavoro stipulato fraudolentemente, mediante l'utilizzo di un titolo abilitativo falso, è nullo per illiceità della causa, in quanto in contrasto con il diritto costituzionale alla salute. In tal caso, la corresponsione della retribuzione non può essere considerata dovuta ai sensi dell'art. 2126 c.c., comma 1, e configura pertanto un ingiusto profitto per il lavoratore, con correlativo danno per la pubblica amministrazione che ha erogato somme non dovute. Il reato di truffa contrattuale è pertanto configurabile, con consumazione prolungata fino all'ultimo rateo retributivo corrisposto. Inoltre, l'acquisizione del modulo di diploma utilizzato per formare il falso titolo abilitativo, essendo circondato da particolari cautele e non reperibile liberamente sul mercato, integra il reato di ricettazione, la cui prova può desumersi anche da elementi indiziari, senza necessità di accertare con certezza il delitto presupposto.

Sentenza completa

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. COSENTINO Giuseppe M. - Presidente

Dott. GENTILE Domenico - Consigliere

Dott. CASUCCI Giuliano - Consigliere

Dott. BRONZINI Giuseppe - Consigliere

Dott. RENZO Michele - Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO CORTE D'APPELLO di CATANZARO;

nei confronti di:

1) MA. GI. AN. , N. IL (OMESSO);

avverso ORDINANZA del 23/12/2008 TRIB. LIBERTA' di CATANZARO;

sentita la relazione fatta dal Consigliere Dr. GENTILE DOMENICO;

Udita la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Dr. ((omissis)). il quale ha concluso chiedendo l'annullamento della sentenza im…

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